domenica 5 dicembre 2010

venerdì 3 dicembre 2010

OCCHIO ALLA FLESSICUREZZA

Noi ragazzi dovremo fare i conti con gli effetti della globalizzazione e i vistosi squilibri esistenti tra domanda e offerta di lavoro. Dovremo abituarci al continuo aggiornamento delle nostre competenze e ad una crescente flessibilità. Come sarà possibile conciliare l'esigenza di più posti di lavoro con migliori garanzie occupazionali che allontanino il rischio della precarietà?
Cercando delle risposte a questa domanda, ci siamo imbattuti sulla "flessicurezza" che è un modello sociale che consente di combinare la flessibilità e la sicurezza dell'occupazione. La flessicurezza dovrebbe garantire la flessibilità delle modalità contrattuali e la sicurezza di mantenere il proprio posto di lavoro o di trovarne subito un altro .
All' idea di flessicurezza sono legati quattro aspetti importanti:
1)l'elasticità delle disposizioni contrattuali;
2) la formazione permanente
3) le politiche attive ed efficaci riguardanti il mercato del lavoro
4) le indennità di disoccupazione adeguate al fine di facilitare il superamento dei periodi di transizione;
Teniamo d' occhio la flessicurezza mentre ci attrezziamo per inventarci nuovi lavori.
(pesce palla e l'attaccante)

mercoledì 1 dicembre 2010

LE CARTE LE LEGGIAMO ANCHE NOI

L'articolo 1 della Costituzione italiana afferma che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Se questo è vero, e tutti sappiamo che è vero, perché vediamo in giro tante manifestazioni in cui giovani e meno giovani protestano per la mancanza di lavoro?
L'articolo 4 della Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro. E allora, se il lavoro è un diritto per tutti, perché ci sono tanti disoccupati?
A questa osservazione se ne può aggiungere un'altra.
L 'articolo 2 della Ratifica ed esecuzione del trattato che istituisce la Comunità europea (14 ottobre 1957) e l'articolo 3 della Costituzione europea (29 ottobre 2004) dicono chiaramente che la Comunità ha il compito di promuovere uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche e un'economia di mercato fortemente competitiva che miri ad una piena occupazione e al progresso sociale. Ma se anche questo è vero, e tutti sappiamo che è vero, perché il lavoro è sempre più precario e molti giovani sono costretti ad andare all'estero per trovare sbocchi occupazionali?
Abbiamo cercato le risposte e abbiamo capito che il processo di globalizzazione ha causato grossi squilibri e che la delocalizzazione ha contribuito ad aggravare il problema.
Inoltre, dalle testimonianze ricevute dai nostri genitori durante gli incontri sul lavoro, pare proprio che non sempre lo sviluppo delle attività economiche è stato armonioso, equilibrato e sostenibile, e che la piena occupazione e il progresso sociale sono obiettivi ancora da conseguire. E la crisi economica certo non aiuta.

In qualità di alunni possiamo solo dire che anche noi abbiamo dei diritti e dei doveri.
Quando “andiamo fuori dal seminato”, quando non sappiamo cioè amministrare bene noi stessi causando problemi agli altri, veniamo subito individuati e sanzionati (vedi il Regolamento d'istituto presente in ogni scuola). Ci assumiamo le nostre responsabilità perché, ci dicono, assumersi le proprie responsabilità fa parte della civile convivenza e aiuta a diventare buoni cittadini. E noi alunni, per amore o per forza, ci responsabilizziamo... per diventare migliori.
Ma fra gli adulti come funziona il Regolamento d'Istituto?
(Clarissa Frey e il difensore)